E' un buon momento per richiedere un prestito? | Prestiti Facili

E' un buon momento per richiedere un prestito?

Gli avvenimenti degli ultimi anni hanno dimostrato che lo scenario globale può cambiare rapidamente a seconda del comportamento di variabili finanziarie spesso difficili da monitorare.


E' un buon momento per richiedere un prestito?
Soldi a buon mercato? Soldi a buon mercato?

La globalizzazione non è solo un fenomeno culturale, ma anche politico e soprattutto economico: il crollo di Lehman Brothers nel 2008 è un esempio lampante di come le conseguenze di un fatto di portata regionale possano riverberarsi velocemente a livello internazionale, causando una crisi di dimensioni mondiali. Considerare questi aspetti è essenziale per chi intende richiedere un finanziamento, in quanto le caratteristiche del prestito sono influenzate dal contesto finanziario e dalle misure intraprese da istituti quali la Banca Centrale Europea o la Federal Reserve. Qui di seguito analizzeremo la situazione attuale, cercando di capire se questo sia il momento giusto per richiedere un prestito.

Valutare l'andamento del costo del denaro

Anche il denaro, al pari dei beni di consumo presenti nel mercato, possiede un valore, che viene determinato in base al rapporto esistente tra domanda ed offerta. Al fine di mantenere un sostenibile livello di equilibrio, organismi come le banche centrali (in USA è la Fed, in Europa la BCE) hanno il compito di monitorare variabili quali il tasso d'inflazione, la produttività di un'area specifica e il tasso di disoccupazione. Le linee guida per raggiungere uno scenario economico ideale per lo sviluppo e la crescita prevedono una disoccupazione intorno al 4% ed un'inflazione superiore al 2%. In questo momento assistiamo invece ad un contesto particolare, caratterizzato da un'elevata percentuale dei senza lavoro (superiore al 10% in molti paesi Europei, come l'Italia) e da un eccezionale fenomeno deflazionario, che ha portato l'inflazione a scendere ben sotto la soglia del 2%. A causa di quest'ultima dinamica e come conseguenza della perdurante stagnazione economica, il costo del denaro è calato drasticamente: gli interessi ai quali può ambire un risparmiatore con un conto deposito arrivano a stento all'1%. Ciò vuol dire che un correntista che intende far maturare 10 mila euro in un anno, dopo 12 mesi potrà ricevere solo 100 euro, dai quali andranno detratte per giunta le spese amministrative e le imposte per le rendite finanziarie. Se la situazione attuale non è quindi conveniente per chi intende investire i propri risparmi in prodotti finanziari, il contesto che si è sviluppato in questi ultimi anni post-crisi economica appare invece maggiormente vantaggioso per chi è orientato ad una richiesta di un finanziamento. I tassi d'interesse non sono mai stati così bassi, un fatto che scoraggia gli investitori da una parte, ma che dall'altra si rivela attraente per chi si appresta a richiedere una somma di denaro.

I tassi d'interesse

Quando si riceve una somma da un ente creditizio, si stipula un contratto che definisce i dettagli del prestito. Ci si impegna legalmente a restituire il capitale ricevuto tramite il pagamento di rate (di solito mensili) regolate dal piano di ammortamento. Oltre all'importo dei frazionamenti rateali, maggiorati dai costi amministrativi, sarà necessario versare una somma addizionale, definita dal tasso d'interesse. Come si è visto nel paragrafo precedente, questa variabile è influenzata dagli avvenimenti finanziari e può cambiare nel tempo. Al momento della richiesta di un prestito, sarà di capitale importanza riflettere circa la tipologia di tasso più conveniente a seconda delle circostanze. I finanziamenti a tasso variabile, specie quelli per i mutui finalizzati all'acquisto della prima casa, sembrano in questo momento particolarmente vantaggiosi per i contraenti, in quanto le percentuali sono piuttosto basse. Occorre comunque considerare che queste sono soggette a cambiamenti futuri, per cui un prestito dotato di un tasso variabile conveniente potrebbe risultare svantaggioso nel lungo termine. Si deve tuttavia considerare che gli analisti finanziari non prevedono dei sostanziali mutamenti nel breve e medio periodo, in quanto sia la banca bentrale negli USA che quella nel vecchio continente non sembrano intenzionate a produrre cambiamenti rilevanti circa la direzione delle attuali politiche monetarie. Sempre a seconda delle previsioni degli esperti, il costo del denaro nel 2017 e 2018 non dovrebbe essere soggetto a mutamenti di rilievo, e si manterrà pertanto inferiore all'1%. Questa è una buona notizia sia per chi intende puntare su un prestito a tasso variabile, sia per chi è più orientato verso un finanziamento a tasso fisso. I primi potranno essere infatti sicuri che gli interessi non cambieranno nei prossimi mesi, mentre i secondi potranno approffittare delle percentuali leggermente superiori ma "bloccate" per tutta la durata del finanziamento. Logicamente, si consiglia ai contraenti dei prestiti a tasso variabile di valutare la durata totale del finanziamento: scegliendo soluzioni per un periodo superiore ai 10 anni ci si espone inevitabilmente al rischio di un aumento del tasso d'interesse, uno scenario probabile a lungo termine (la crisi dovrà prima o poi concludersi, come ci insegna la ciclicità dei fenomeni finanziari, causando una risalita dei tassi).

Vincere la resistenza delle banche

Alla luce delle considerazioni fin qui esposte, sembrerebbe che il momento attuale sia propizio per richiedere un finanziamento. In Europa, la BCE ha mantenuto il costo del denaro a livelli artificiosamente bassi, in modo tale da stimolare la circolazione del denaro, ossigeno indispensabile per alimentare il commercio e lo sviluppo di imprese, servizi e produttività. Tuttavia, le statistiche ci informano che gli istituti di credito sono ancora restii a distribuire il loro capitale, soprattutto ai privati, alle famiglie e alle piccole imprese. Da cosa dipende questo comportamento? Occorre considerare che la crisi economica attuale è stata generata da un'attitudine eccessivamente "soft" da parte di banche ed enti creditizi, che hanno concesso finanziamenti in maniera spregiudicata anche a chi non era in possesso di garanzie e criteri di affidabilità. Memori della passata esperienza, le banche si comportano ora in maniera diametralmente opposta, imponendo criteri stringenti e pretendendo delle garanzie che i richiedenti fanno fatica a presentare. In pratica, le banche non si fidano più, e questo va a discapito anche degli utenti potenzialmente più responsabili. Tutto questo sembra contraddire i piani della BCE, che intende invece incoraggiare gli istituti di credito a concedere prestiti per stimolare lo scenario economico ancora troppo tiepido.

Andare oltre le banche

Che fare allora se le banche si rifiutano di seguire le raccomandazioni della BCE e non erogano prestiti ai privati? Sicuramente è frustrante rivolgersi ad un ente creditizio tradizionale e vedersi rifiutato il finanziamento perché non si è in grado di adempiere ai requisiti. Non tutti possiedono un contratto di lavoro a tempo indeterminato (condizione numero uno imposta da molte banche), nè possono presentarsi presso la filiale accompagnati da un garante in grado di rafforzare la loro reputazione creditizia. Gli istituti di credito non sono tuttavia gli unici referenti per chi intende ottenere un finanziamento. Online si potranno trovare i siti internet di numerose società finanziarie che presentano dei criteri più flessibili, fornendo delle risposte in maniera chiara e diretta in tempi rapidi. Si potrà così ricevere un preventivo dei costi del prestito, insieme al responso circa la fattibilità dell'operazione. Questi enti permettono a volte l'accesso al credito anche a chi non possiede una regolare busta paga mensile o a chi è protestato, ossia chi non possiede una reputazione creditizia cristallina. Infine, si consiglia di contattare le società di prestito tra privati o social lending. Si tratta di piattaforme che mettono in relazione investitori e richiedenti in maniera diretta e flessibile, permettendo di ottenere dei tassi d'interessi vantaggiosi per entrambi. Anche questa categoria di enti è presente su internet e consente di ottenere prestiti in maniera rapida e sicura.

Recensioni Prestiti Personali più lette

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Cosa valutare in un prestito personale

Quando si sottoscrive un prestito personale prestate attenzione ai seguenti particolari:

 

  1. tasso di interesse applicato

  2. prezzi e condizioni, inclusi gli oneri in caso di mora

  3. ammontare del finanziamento e modalità di erogazione

  4. TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale)

  5. TAN (Tasso Annuo Nominale)

  6. numero, importo e scadenza delle rate

  7. eventuali oneri esclusi dal calcolo del TAEG

  8. possibili garanzie, se richieste

  9. possibili coperture assicurative non incluse nel TAEG


Visitate le nostre FAQ per conoscere cosa sono il TAN e il TAEG.

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Prestiti Personali: Consigli utili

Vogliamo di seguito dare alcuni consigli utili per chi si trova nel momento in cui si richiede un prestito personale. Dovrete considerare, una volta richiesto il prestito, che ci sono due eventualità su cui è bene essere informati:

Il mancato pagamento della rata del prestito personale

Estinzione anticipata del prestito


Se non dovessimo pagare una rata:

  • gli interessi saranno maggiorati;

  • verrà applicata una mora;

  • il proprio nominativo verrà inserito nella lista dei cattivi pagatori (segnalazione in CRIF).


Dunque valutate con estrema cautela la propria capacità di rimborso dei prestiti personali attraverso le rate tutti i mesi.

L'estinzione anticipata del prestito personale deve sempre essere disponibile, ma bisogna fare attenzione alle penali. La nuova normativa sul credito al consumo, entrata in vigore a Giugno 2011, ha introdotto nuove regole favorevoli ai consumatori, tra cui l'assenza di penali se il debito residuo è inferiore a 10 mila euro.

Vi invitiamo quindi a leggere attentamente le clausole contrattuali e ad informarsi bene sui propri diritti.

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