Prestiti ad Autonomi

I prestiti agli autonomi non sono difficili se si va nelle banche giuste.

Donna libero professionista davanti al notebook
I prestiti agli autonomi non sono difficili se si va nelle banche giuste.

Richiedere ed ottenere un prestito in questo periodo sta diventando molto difficile e le difficoltà aumentano se a richiederlo è un lavoratore autonomo o un libero professionista.

Purtroppo l'Italia è fondata su anni di lavoro di dipendenti statali e pubblici, e la maggior parte delle istituzioni bancarie presenti nel nostro paese non è preparata e tanto meno edotta a capire la capacità di un lavoratore autonomo o di un libero professionista di rimborsare il prestito richiesto.

Se chi sta leggendo appartiene a questa categoria di lavoratori può capire perfettamente a cosa ci riferiamo.


Il nostro caso di studio

Da un'indagine informale condotta fra le mura delle finanziarie e banche più grandi d'Italia ci siamo visti rispondere più o meno seccamente da più o meno preparati dipendenti che per determinare la capacità di un lavoratore autonomo di rimborsare un prestito bisogna far riferimento al famigerato rigo RN1 della dichiarazione dei redditi che si presenta annualmente allo stato.

Per i meno avvezzi a materie fiscali possiamo dire che il rigo RN1 rappresenta l'utile del lavoratore autonomo dopo tutte le detrazioni del caso ed è l'ammontare su cui andrà a pagare la tassa italiana per eccellenza: l'IRPEF.

Fin qui tutto normale si potrebbe pensare, se non fosse per un piccolo particolare: come tutti ben sapete il lavoratore dipendente non scarica praticamente nulla dalle sue tasse, mentre il lavoratore autonomo scarica moltissime cose (affitti, leasing, spese di rappresentanza, mobili e accessori per ufficio, idraulici, dentisti, elettricisti, ecc.) restando ovviamente nella legalità e nel rispetto delle regole fiscali.

Esempio pratico

A questo punto facciamo subito un esempio pratico per farvi rendere conto dell'assurdità e dell'incapacità nella selezione delle persone a cui concedere un prestito. Usiamo ovviamente nomi fittizi.

Abbiamo Luca che vive a Roma, convivente, dipendente a tempo indeterminato delle poste, 36 anni, 1800€ al mese nette di stipendio, 24000€ all'anno considerando tredicesime, quattordicesime, benefit e bonus vari; poi c'è Andrea anche lui di Roma e anche lui convivente, libero professionista, 36 anni, il cui fatidico rigo RN1 indica 19600€.

Luca ha una bella casa, di proprietà, su cui paga un mutuo di 800€ e una bella macchina su cui paga una rata di 400€ al mese; Luca vorrebbe rinnovare i mobili della sua casa e richiede un prestito di 10000€ con una rata di 200€ al mese. Facendo due facili conti in caso di concessione del prestito a Luca ogni mese resterrebero in tasca 400€ al mese più tredicesime, quattordicesime, bonus e benefit. Annualizzando il tutto in tasca di Luca resterebbero 600€ al mese con cui Luca dovrebbe pagare la luce, il gas, il telefono, la TV satellitare, i servizi comunali e l'acqua della sua bellissima casa, la benzina della sua potente macchina e il mangiare per sopravvivere e magari concedersi qualche pizza con gli amici o con la compagna.

Esito della finanziaria: PRESTITO CONCESSO!

Andrea, invece, vive in affitto a 1200€ al mese in attesa di trasferirsi nella sua bella casa di proprietà su cui già paga un mutuo di 1000€, inoltre possiede una ruggente macchina su cui paga un leasing di 600€ al mese; Andrea deve acquistare i mobili per la sua stupenda casa e richiede un prestito di 10000€ con una rata anche lui di 200€ al mese. I conti di Andrea non sono immediati e semplici come quelli di Luca, ma ci proviamo lo stesso: sul rigo RN1 di Andrea c'è indicata la cifra di 19600€, ma questa è la cifra che rimane ad Andrea dopo aver pagato la macchina in leasing e metà dell'affitto di casa visto che Andrea lavora su internet da casa e che dunque ha un contratto ad uso promiscuo; dobbiamo poi anche considerare che una volta avuto il prestito per i mobili Andrea si trasferirà nella casa nuova e quindi non avrà più affitti da pagare. Ah, ricordiamoci anche che Andrea, che si sa amministrare bene, visto che lavora da casa, ha tutti contratti business che scarica regolarmente dalle tasse. Dunque una volta pagato tutto ad Andrea resterebbero.... +-=+0+()/-= 633,33€ al mese con cui Andrea dovrebbe pagare.... l'acqua del suo appartamento, la TV satellitare e i servizi comunali, il resto lo usa per svolgere la sua attività e dunque appare nei bilanci da cui esce fuori il rigo RN1.

Esito della finanziaria: PRESTITO RIFIUTATO!

P.s.: ah, non vi abbiamo detto che Andrea e Luca sono amici, e dopo 6 mesi dalle richiesta di prestito Luca ha chiesto ad Andrea se poteva andare a vedere la partita da lui perchè ha disdetto la TV satellitare che non riusciva più a pagare dovendo pagare anche le rate alla finanziaria!!!

Conclusioni

Tutto ciò che vi abbiamo raccontato e che si basa su fatti veritieri, per dirvi che oltre a guardare TAN, TAEG e spese di istruttoria, per richiedere un prestito bisogna anche guardare la predisposizione e l'attitudine della banca o della finanziaria a finanziare lavoratori autonomi e liberi professionisti. Potrebbe succedere altrimenti di ritrovarsi di fronte al solito impiegato annoiato che legge la dichiarazione dei redditi, fa due divisioni con la calcolatrice e rifiuta il vostro prestito perchè avete il mutuo da pagare... il povero Andrea ha cercato di spiegargli che non avrebbe potuto vivere in due case e che l'affitto che non avrebbe più pagato sarebbe rientrato come disponibilità netta mensile, ma il dipendente è sembrato un po' spaesato di fronte a questa ipotesi...